Leggendo questa parte di testo di Teocrito, leggendo di questo bambino che 
con tutta tranquillità strozza due serpenti a mani nude mandate direttamente da Era per ucciderlo nessuno ha mai pensato come deve essere stata la sua 
educazione e se fosse o no cosi diversa dalla nostra?

Partiamo dalla versione di Apollodoro (II 4, 8 sgg.) e da un bell'articolo del prof. Brillante, dell'Università di Siena.
Un primo elemento da considerare è la nascita gemellare dell’eroe. Se come molti eroi greci, Eracle è figlio di un dio e di un mortale, la nascita gemellare sottolinea questo suo particolare status, pone in risalto la loro differente natura, tratto che in seguito sarà messo in risalto nella storia.
Un atto mitico, largamente diffuso nelle infanzie eroiche, ma non in quella di Eracle è l‘esposizione al fuoco ovvero una vera e propria prova a cui il bambino veniva sottoposto. Se l’esito risulterà positivo egli raggiungerà una condizione superiore rispetto a quella precendente, in caso contrario andrà incontro alla morta.
Come già detto, nella paideia di Ercole questa esposizione non è presente , al suo posto troviamo l’allattamento ad opera della divinità ovvero da parte di Era. Tuttavia l’esposizione al fuoco non è del tutto omessa dalla vita di Eracle ma solo dalla sua infanzia, infatti l’eroe per raggiungere l’Olimpo si darà fuoco sulla cima di un monte, trasformando questo atto nel raggiungimento dell’immortalità.
Un altro tratto ricorrente nella paideia di Eracle è costituito dai suoi rapporti “difficili”con i maestri, ai quali in più casi ha procurato la morte. Iniziamo dall’uccisione di Linos, del quale non approvava i sistemi educativi, per arrivare ad Eurytos e Teutaron, entrambi suoi maestri nel tiro con l’arco, che secondo alcune versioni, ne provoca la morte. Ancora più volte appare l’uccisione di Cheiron, presentata generalmente come involontaria, in considerazione del ruolo centrale da lui svolto nella paideia eroica.
In conclusione direi che la sua educazione, e quella degli eroi greci in generale, è completamente diversa dalla nostra che già fin da bambini ci ritroviamo appiccicati ad uno schermo intenti a vincere una partita a qualche nuovo gioco.
Però direi che preferisco vedere bambini davanti ad un telefono che bambini sottoposti all’esposizione del fuoco…e voi?
Bibliografia:
Carlo Brillante “La paideia di Eracle”, in Héraclès d’une rive à l’autre de la Méditerranée. Bilan et perspectives, Bruxelles-Rome, 1992 [https://www.academia.edu/11771625/La_paideia_di_Eracle]
Apollodoro, I miti greci (Biblioteca), a cura di P. Scarpi, Milano 1996 

 

Categorie: contrappunti

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