Analizzando la scena in cui Anfitrione chiama gli schiavi, si nota che per prima sveglia si sveglia colei che pare essere un “capo” (donna Fenicia) per renderli tutti operativi.

Questo suggerisce come ci fosse una gerarchia tra gli schiavi domestici nel mondo ellenistico, secondo alcune fonti gli incarici più importanti venivano affidati agli schiavi che prima della cattura, quindi in libertà, avevano una posizione sociale più elevata. Sulla provenienza della donna a capo degli schiavi non si trovano spiegazioni, ma è noto come i fenici fossero un popolo di commercianti di schiavi.

Nelle tenute degli aristocratici gli schiavi erano circa una dozzina, divisi tra controllori e coloro

che lavoravano, come spiegato nell’Economico di Senofonte. Infatti non vi erano numeri eccessivi di schiavi nelle tenute agricole, come accadeva invece nell’antica Roma, perché la maggior parte degli schiavi era impegnata nelle miniere.

Lo schiavismo era molto diffuso nell’antica Grecia, si calcola che nel periodo di Demostene all’incirca era presente uno schiavo per famiglia, nella più prudente delle ipotesi. Si calcola quindi nella sola Attica una popolazione di almeno 20000 schiavi.

Categorie: appunti

1 commento

vincenzo · 09/04/2018 alle 7:51 AM

la prof. Lambardi di Firenze mi segnala alcune pagine importanti in

Fantuzzi-Hunter, Muse e modelli, Laterza 2002

soprattutto pp. 344-59 per un confronto con Omero, alla fine del quale risulterà evidente come mai Teocrito chiami in causa una schiava fenicia che dorme proprio lì…

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