Leggendo l’Idillio del piccolo Eracle sorge spontaneo chiedersi se i serpenti descritti da Teocrito siano frutto della sua fantasia o realmente esistenti e quindi se sono stati potenzialmente visti dall’autore durante la sua vita e in seguito inseriti nel racconto.
La classe II scientifico aiutata dal professor Veronese ha quindi deciso di svolgere una ricerca zoologica per dimostrare la potenziale esistenza dei serpenti di Eracle.

I dati di partenza a disposizione sulle caratteristiche del rettile erano quelli elencati nel testo, ovvero:

– caratteri anatomici:
spire, quindi scaglie e corpo di colore nero;
ampia apertura boccale;
denti prominenti;
– tecnica predatoria:
serpenti costrittori;
serpenti velenosi.
I serpenti (sottordine Serpentes) sono presenti in gran parte del pianeta (figura 1, nero: aree geografiche terrestri dove sono presenti serpenti). Questo è dovuto al loro notevole successo evolutivo e alla capacità di adattarsi quasi ad ogni clima.

Figura 1: distribuzione mondiale dei serpenti.

Le caratteristiche anatomiche delle 3691 specie di serpenti note sono pertanto molto varie. Prima tra tutte il colore. Per mimetismo e interazione con l’ambiente si passa da serpenti monocromatici a screziati e maculati in combinazioni e varietà di colori molto diverse. Il colore nero dei serpenti di Eracle non è quindi in prima battuta un dato discriminante ma tornerà utile in seguito.

Una caratteristica sicuramente comune a tutte le specie è il nutrirsi di animali per ingestione diretta della preda (nessuna masticazione). Questo è possibile per l’estrema flessibilità delle articolazioni craniche di questi rettili. L’apertura boccale ampia è quindi un dato irrilevante alla ricerca.

I denti sono probabilmente la prima parte anatomica a cui pensiamo quando immaginiamo un serpente e questo è semplicemente dovuto al fatto che ne abbiamo timore: non vogliamo essere morsi! I denti descritti da Teocrito sono sporgenti e tipici dei serpenti velenosi, presenti in coppia e dotati di un canale per l’iniezione del veleno.

In quanto predatore il serpente può ingoiare direttamente una preda se questa è di piccole dimensioni, ma è tutt’altra storia se la preda è di grandi dimensioni, sfuggevole o minacciosa. In questo caso è necessario ucciderla per poi ingoiarla lentamente.
A tal proposito troviamo in natura tutte le combinazioni di tecniche predatorie (figura 2): serpenti solamente velenosi, serpenti solamente costrittori (stritolatori), serpenti né velenosi né costrittori e ultimi come abbondanza serpenti con entrambe queste tecniche.
Incrociando i dati è emerso che i serpenti sia costrittori che velenosi sono solo il 6% rispetto al totale delle specie di serpenti esistenti.

Figura 2: frequenza percentuale delle tecniche predatorie dei serpenti.

Incrociando i dati (senza considerare il colore) emerge che i serpenti con i tratti sopra citati sono circa 220 specie.

Ai fini della ricerca è necessario considerare che se l’autore ha visto i serpenti, questo deve essere necessariamente accaduto in una delle aree geografiche dove ha vissuto o che ha potuto visitare in vita.
Si conosce poco della vita di Teocrito ma sono noti diversi luoghi che sono stati da lui visitati: Siracusa (Sicilia), Alessandria d’Egitto (Egitto) e Cos (Grecia).
Consultando opportuni database relativi ai serpenti le oltre 220 specie sono state vagliate su scala geografica. I serpenti corrispondenti all’unione dei dati sono quattro:

1) Macroprotodon cucullatus (GEOFFROY-ST-HILAIRE, 1827)

2) Telescopus obtusus (REUSS, 1834)

3) Lycopodion capense (SMITH, 1831)

4) Malpolon monspessulanus (HERMANN, 1804)

Come si può notare dalle immagini, il serpente che più di tutti rappresenta la descrizione è L. capense. In questo caso il colore nero, dato inizialmente poco utile, si rivela determinante.

Non sapremo mai se Teocrito ha effettivamente visto questo serpente e nella fattispecie se lo ha potuto osservare nell’atto predatorio ma ciò che possiamo affermare è che esiste un serpente da cui è meglio stare lontani perché a differenza di Eracle nessuno di noi potrebbe uscirne facilmente indenne in caso di incontro ravvicinato.

Classe II scientifico e prof. Veronese Davide

Bibliografia:

– Zweifel, R.G., 1998, World distribution of snakes (Order Serpentes), after data from Cogger, Reptiles & Amphibians.
– Rigutti, A., 2010, Zoologia, Atlanti scientifici Giunti, Giunti Editore.

Sitografia:

http://snakesarelong.blogspot.it/2017/08/how-many-snakes-are-venomous-constrictors.html http://www.reptile-database.org/

Categorie: contrappunti

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